IL SOGNO NEL CASSETTO


venerdì, novembre 28, 2003
 

CHE BELLO QUANDO GLI ALTRI SONO A DIETA

Ogni settimana trascorro due ore del mio tempo libero in un ambiente caldo e confortevole in compagnia di persone affettuose e simpatiche. Il luogo è lo studio di una mia cara amica, A. M.,che viene utilizzato anche per le lezioni di Tai Chi Chuan e Chi Qong a cui partecipo con grande interesse. E' uno dei momenti più belli della mia settimana  perchè finalmente posso dedicare queste poche ore a me stessa e riesco a rilassarmi completamente annullando tutto ciò che mi crea ansia e disagio. Prima di iniziare la lezione partecipiamo tutti quanti molto volentieri ad un rito, oramai consolidato da tempo, infatti la nostra ospite, molto gentilmente, ci prepara una caldissima tisana a base di erbe, accompagnata a volte da biscottini altre volte da frutta secca, tutto rigorosamente biologico. Ciò ci consente di metterci a nostro agio ed in comunicazione con gli altri, e, soprattutto, l'attesa dei ritardatari non diventa noiosa. La settimana scorsa era stata messa a nostra disposizione una capiente coppetta stracolma di noccioline che , devo dire, sono state molto apprezzate. In particolar modo durante la lezione sia il maestro M. che E., una delle discepole, continuavano a prenderne ininterrottamente offrendole anche agli altri, in minima parte, per non sentirsi troppo in colpa. Sembrava che mangiassero ciliege, una tirava l'altra. Alla fine della lezione tutte le noccioline erane scomparse e non ne era rimasta nemmeno una per il turno successivo. Alcuni sono convenuti nel pensare che così non poteva continuare, che la loro figura già abbastanza incicciottita avrebbe assunto l'aspetto di un barilotto e che per le volte successive sarebbe stato opportuno offrire solo la tisana e nascondere il resto perché "loro" sono a dieta. Che peccato, ho pensato, per me che sono magra e a queste rinunce non sono abituata. Non mi sono arresa e facendo la spesa ho acquistato un pacchetto di tortine (velenose perchè non biologiche) ricoperte di cioccolato con l'intenzione di portarle per il rito di cui sopra. L'ho fatto questa settimana. Quando sono entrata nella saletta ho notato che sul tavolino di servizio erano stati disposti solo il bollitore e le tazze, ed una delle ragazze presenti ha comunicato che così era stato disposto in ottemperanza a quanto stabilito la settimana precedente. Ho avuto la sensazione di essere tornata in ufficio, dove anche la disposizione delle sedie di fronte alle scrivanie viene stabilito con un ordine del giorno ed assume un suo significato (ci è stato chiesto di tenerle sotto la scivania in modo che se qualche collega entra non si intrattiene sedendosi). Ed allora non sono riuscita a trattenermi, lì ho pensato di dover trasgredire ad una regola per me ingiusta e trionfante ho tirato fuori il pacchetto di biscotti pur sapendo che la maggior parte dei presenti avrebbe, come minimo, storto il naso a causa della dieta. La mia sortita è stata accolta con grande soddisfazione dal maestro M., che già tristemente guardava la sua languida tisana bollente, e continuava a ripetere che il contenuto del pacchetto doveva essere diviso equamente in relazione anche alle dimensioni del proprio corpo (il furbetto ha una bella pancia). Molti sono rimasti a guardare, forse per non smentirsi, mentre io, il maestro e pochi altri mangiavamo questi piccoli bocconcini di dolcezza. Può sembrare una cattiveria ma io non sono a dieta e non mi sembra giusto soffrire per gli altri, oltretutto è un periodo, questo, in cui le schifezze mi sembrano proprio buoooooooone. Saluto tutti. GEGE'.                 

postato da GEGE | 17:08 | commenti (13)